Norma UNI 11782: definizione delle competenze Utility Manager

Norma UNI 11782: definizione delle competenze Utility Manager

Team FBC

Norma UNI 11782: la regolamentazione dell’attività dell’Utility Manager

Il 16 aprile 2020 è stata pubblicata la Norma UNI 11782 avente ad oggetto le ‘attività professionali non regolamentate – Manager delle utenze (Utility Manager) – Requisiti di conoscenza, abilità e competenza’.

Come sappiamo l’Utility Manager è una figura nuova nel panorama italiano : è un esperto che aiuta il consumatore a districarsi nel complesso mercato delle utenze. Grazie al suo operato, le aziende che si affidano alla sua esperienza riescono in questo modo a ottimizzare i costi-benefici di tutte le utenze (energia elettrica, gas, telefonia fissa e mobile). 

L’azione dell’Utility Manager è quindi rivolta alle aziende a cui garantisce le migliori offerte sul mercato e l’affiancamento step by step per quanto riguarda la gestione amministrativa e operativa delle utenze

Tutto questo è possibile grazie alla profonda conoscenza che l’Utility Manager ha del mercato in cui opera. L’Utility Manager, infatti, vi accompagna in quello che può sembrare un labirinto pieno di pericoli nascosti evitandovi di incorrere in clausole di difficile comprensione e costi nascosti.

Contenuto della Norma UNI

Vediamo insieme il contenuto della norma e come definisce il ruolo dell’Utility Manager all’interno delle aziende. La norma, in conformità al Quadro Europeo delle Qualifiche (European Qualification Framework) per la prima volta delinea il profilo professionale dell’Utility Manager individuando le due principali aree di azione, ovvero il settore delle telecomunicazioni e quello dell’Energia e del Gas, i compiti, le conoscenze, le abilità e le competenze che deve avere l’Utility Manager.

Le aree di competenza

Come abbiamo visto sono due le aree di competenza dell’Utility Manager delineate dalla Norma UNI  11782

 

  • Telecomunicazioni (telefonia fissa e mobile, internet)
  • Energia e Gas

 

È in questi settori specifici, quindi, che l’Utility manager è chiamato a esercitare la sua professionalità e a mettere a disposizione del cliente le competenze e abilità maturate in questi due settori. Nello svolgimento delle sue funzioni l’Utility manager si può avvalere della collaborazione con altre figure professionali quale, ad esempio, l’Energy Manager.

I compiti dell’Utility Manager

La Norma UNI Norma UNI  11782 definisce gli 11 compiti specifici dell’Utility Manager, vediamoli nello specifico in modo da avere la visione generale dell’attività del nostro professionista delle utenze.

Dopo essersi presentato alla clientela e aver spiegato quali siano i suoi compiti e le sue abilità in maniera semplice e trasparente (1°compito), l’Utility Manager realizza un prospetto delle esigenze della clientela tramite l’attenta analisi dei costi e dei benefici sia per quanto riguarda il settore delle telecomunicazioni sia per quello che riguarda l’energia e il gas. Il punto di partenza è l’analisi dei costi e dei consumi, in modo da avere ben chiaro quali siano i punti in cui è necessario intervenire per soddisfare a pieno le esigenze del cliente. Tutto questo è possibile tramite l’acquisizione di documenti, dati e informazioni (2° e 3° compito). Il passaggio successivo è l’elaborazione di un benchmark (4° compito), ovvero la ristrutturazione del processo aziendale definendo il posizionamento dell’azienda rispetto alle sue dimensioni e alle sue esigenze. Una volta definito il punto di partenza e gli obiettivi da raggiungere l’Utility Manager inizia ad agire nei diversi ambiti concordati con il cliente (6°compito) e lo fa specificando i benefici in maniera trasparente (5°compito). 

L’Utility manager gestisce in maniera chiara e trasparente tutte le fasi della contrattazione e lo fa interpellando direttamente i diversi operatori: solo così è in grado di stilare documenti di comparazione facilmente comprensibili alla clientela (7°compito). Inoltre, l’Utility Manager assiste alla negoziazione e alla stipula dei contratti (8°compito), monitora i costi (9° compito), fornisce consulenza commerciale (10° compito) e, infine, gestisce le richieste commerciali del cliente (11° compito)

Le conoscenze, le competenze e le abilità dell’Utility Manager

Ma come fa l’Utility Manager a realizzare tutti i compiti che abbiamo descritto nel paragrafo precedente? Semplice, attraverso una serie di conoscenze, abilità e competenze che delineano con precisione il profilo professionale dell’Utility Manager.

Le Conoscenze

Il punto di partenza dell’attività e il tratto distintivo dell’azione dell’Utility Manager è l’ampia conoscenza del mercato di riferimento. Solo così il nostro professionista è grado di presentare alla propria clientela i piani di consumo che più si adattano alle sue esigenze di risparmio. Le conoscenze che l’Utility manager ha del settore sono a tutto tondo e ricoprono tutti i diversi aspetti del mercato delle telecomunicazioni e dell’energia; tra le più significative ricordiamo:

 

  • conoscenza dei vari settori in cui opera l’Utility Manager
  • conoscenza della filiera
  • conoscenza dei vari attori
  • conoscenza dei servizi, dei contratti, delle tariffe e dei prezzi
  • conoscenza delle norme relative alla privacy

 

Le competenze

Tra le competenze principali che la Norma UNI definisce in capo all’Utility Manager ricordiamo:

 

  • la chiarezza nella descrizione del proprio ruolo
  • la capacità nel reperire informazioni necessarie al cliente
  • avere una visione strategica che guarda anche ai settori limitrofi
  • essere in grado di anticipare le esigenze del cliente guardando alla futura evoluzione del mercato

 

Le abilità

Sono tante le abilità che l’Utility Manager deve avere per soddisfare le esigenze della clientela al 100%, vediamo insieme quali sono le principali:

 

  • presentare efficacemente la propria figura professionale evidenziandone i vantaggi che porta all’azienda
  • proporre al cliente soluzioni adatte alle sue esigenze e risolvere in maniera logica e funzionale eventuali problematiche
  • individuare nuove aree di sviluppo

 

La formazione dell’Utility Manager 

La Norma UNI indica anche i requisiti essenziali per diventare Utility Manager:

 

  • 2 anni di esperienza
  • almeno uno o più corsi formativi per un numero di ore complessivo non inferiore a 24 ore su tematiche afferenti alla professione
  • un titolo EQF 4 (per esempio il diploma di scuola superiore)

 

Come si è visto il percorso che ha portato alla definizione della Norma UNI 11782 è stato complesso, ma come afferma Davide Bussini amministratore di FBC ITALIA e proponente della norma:

Abbiamo incrociato le conoscenze, le abilità e le competenze per delineare il profilo perfetto dell’Utility Manager. Su queste basi sarà possibile finalmente identificare con certezza la figura professionale che opererà nel mercato del futuro” .

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