Calcolo costi aziendali: consigli di “contabilità”

La contabilità generale è un sistema di rilevazioni contabili che permette di tenere memoria di tutti i rapporti di scambio fra l’azienda e l’esterno, come acquisti, incassi e pagamenti.
calcolo costi aziendali

La contabilità dei costi è uno strumento prezioso e indispensabile per le aziende che vogliono realizzare degli ottimi profitti. A differenza della contabilità generale, con la contabilità dei costi (chiamata anche contabilità analitica) è possibile calcolare le spese imputate ai singoli rami aziendali. In questo modo è possibile rilevare la redditività di determinate aree dell’impresa analizzata al fine di constatare se la redditività ottenuta coincida effettivamente con quella prevista.
Ma scendiamo nel dettaglio e cominciamo a prendere confidenza con le definizioni di contabilità generale e contabilità dei costi.

Calcolo Costi Aziendali: Contabilità Generale e Contabilità dei Costi

Quando si parla di contabilità dei costi ecco che non possiamo che non soffermarci sulla Contabilità Generale e sulla Contabilità dei Costi.

Contabilità generale

La contabilità generale è un sistema di rilevazioni contabili che permette di tenere memoria di tutti i rapporti di scambio fra l’azienda e l’esterno, come acquisti, incassi e pagamenti.

Contabilità dei costi

La contabilità dei conti è il processo di registrazione, classificazione, analisi e allocazione dei costi associati a un processo. La contabilità dei costi ha l’obiettivo di migliorare il controllo e l’efficienza della contabilità aziendale. Rispetto alla contabilità generale, la contabilità dei costi è rivolta solo ai soggetti che operano all’interno dell’azienda. La contabilità dei costi comporta una serie di vantaggi: da un lato è più facile controllare il budget, dall’altro il margine di profitto può essere calcolato in modo più preciso. Questo rende più agevole e meno articolata la fase di pianificazione aziendale rendendo più semplice il processo decisionale.

Come calcolare il margine di profitto sull’acquisto e sulla vendita

Per fare in modo che la contabilità dei costi si riveli uno strumento utile, è doveroso chiarire se il margine di profitto viene calcolato sull’acquisto o sulla vendita. Questo aspetto è molto importante: il risultato e l’interpretazione dei due dati saranno diversi in funzione di come vengono calcolati. Prendiamo come esempio un prodotto venduto a 1000 euro, con un costo di produzione di 375 euro e passiamo a due esempi concreti.

Margine di profitto sull’acquisto

Sapremo la percentuale di profitto derivata dall’acquisto mediante la formula seguente:

Margine = 100-((vendita*100)/costo)
Applicata al nostro esempio, sarebbe 100-((1000*100)/375) = 166%

Margine di profitto sulla vendita

Sapremo la percentuale di profitto derivata dalla vendita mediante la seguente formula:

Margine = 100-((costo*100)/vendita)
Applicata al nostro esempio, sarebbe 100-((375*100)/1000) = 37,5%

Le spese indirette del costo di produzione

Uno degli elementi fondamentali da prendere in considerazione è rappresentato dal costo di produzione. Spesso e volentieri, infatti, durante il calcolo dei costi si conteggiano le spese dirette, come: la manodopera, il costo delle materie prime, il costo dell’elettricità utilizzata per far funzionare gli impianti a pieno regime.
Quello che spesso non viene inserito nel conteggio dei costi sono le spese indirette come ad esempio: la manutenzione degli impianti, la direzione di stabilimento e la sostituzione di apparecchiature datate o rovinate. Queste spese possono avere un’incidenza non da poco sul costo totale della produzione e non conteggiarle può essere rivelarsi molto nocivo.

Per ottenere un quadro attendibile dei costi indiretti sostenuti da un’impresa bisogna registrare e controllare ogni spesa in maniera precisa e meticolosa. Queste spese possono avere diverse causali: tasse, promozione, marketing e pubblicità ad esempio. Quello a cui bisogna prestare la massima attenzione quando si ragiona in termini di contabilità dei costi è dunque il costo totale sostenuto da un’impresa durante la sua attività.

Per costo totale si intende la somma dei costi fissi e dei costi variabili. Il costo totale che un’impresa si trova a sostenere durante un anno di attività è ovviamente un costo variabile in quanto: più aumenta la produzione di un prodotto/servizio, più aumenta l’ammontare dei costi variabili. Di conseguenza il costo totale varia al variare del costo variabile.

Come abbiamo visto, il conto economico di un’impresa è composto da tantissimi costi, che possono essere sia fissi che variabili. L’analisi dei costi ha un’importanza strategica rilevante nell’ambito della pianificazione imprenditoriale, in quanto l’errore più comune è proprio quello di sottostimare i costi da sostenere per dare inizio o mantenere operativa un’impresa. Calcolare precisamente sia i costi fissi che quelli variabili, permette infatti di avere una tabella di marcia sulla quale basare la produzione al fine di fare quadrare il bilancio annuale di un’azienda. Per questo è fondamentale tenere un’ottima contabilità dei costi.

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